pianta 3d (3)Il termine virtuale, sempre più consueto, è diventato un motivo di confronto e riflessione per molti studiosi. Se nel linguaggio comune il significato viene esteso fino ad comprendere qualsiasi surrogato della realtà in formato digitale, da un punto di vista tecnico con Realtà Virtuale[1] ci si riferisce ad “un particolare tipo di simulazione interattiva, nella quale lo spettatore, in interazione con un computer, può esplorare ed interagire con una rappresentazione tridimensionale di oggetti ed ambienti, provando la sensazione di essere nell’ambiente stesso che, pur non esistendo concretamente, può essere percorso ed osservato” (Liguori M. C. 2008, p. 2).
Lo spazio, nella Realtà Virtuale, è realizzato con dati processati dinamicamente in tempo reale ed in modo differente rispetto alla computer graphics e agli effetti speciali usati per film e programmi televisivi, per i quali ciascuna immagine è stata calcolata in precedenza ed è quindi letta in una sequenza predefinita sulla base del filmato (Levy P. 1999).

Lo scenario della ricerca scientifica contemporanea sta subendo una radicale trasformazione grazie alla nuova possibilità di costruire modelli sintetici di sistemi complessi con l’aiuto del computer. (Sarti A. 1995).
Al momento non sappiamo quale sarà la forma finale con la quale verrà usata la Realtà Virtuale: forse userà i media presenti oggi, magari modificandoli profondamente, o forse ne creerà di nuovi.
Fidler parla di mediamorfosi[2], il cui concetto si può applicare anche a un medium come la Realtà Virtuale: quest’ultima dovrà comprendere altri media e forse costringerà altri media a mutare, così come l’avvento della televisione ha costretto la radio a trasformarsi. “Oggi la Realtà Virtuale, come è stato per il cinema delle origini, è un medium nuovo che vive ancora la fase effetto stupore, ma che dovrà definire un proprio linguaggio e specializzarsi in generi” (Felicori M. 2003, p. 9).


[1] Le caratteristiche della Realtà Virtuale dovrebbero essere:
intensività – informazioni multiple
interattività – tra uomo e macchina
immersività – esperienza profondamente assorbente
illustratività – informazioni chiare e illuminanti
intuitività – informazioni facilmente percepite (Liguori 2008, p. 2).
[2] Secondo la Teoria della mediamorfosi di Fidler l’evoluzione dei media è come un processo di selezione che avviene per cause sociali, politiche ed economiche. Come avviene in natura, le spinte evolutive favoriscono o svantaggiano eventuali “metamorfosi” dei media esistenti in media tecnologicamente più evoluti. Fidler elabora due concetti per spiegare l’evoluzione dei media, coevoluzione e convergenza. Con coevoluzione Fidler intende mostrare come i nuovi media non sorgano mai dal nulla, ma come evoluzione di una medium pre-esistente (ad es., il telefono mobile dal telefono fisso), che spesso continua ad esistergli accanto. Il concetto di convergenza intende invece far luce sulla progressiva sinergia che caratterizza l’evoluzione dei media, come ultimamente sta avvenendo attraverso la digitalizzazione del segnale. (Fidler R. 2000).

Massimiliano Montanari


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