archeologia virtuale

Comunicazione

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Lo scopo per cui è nata la Realtà Virtuale è, come detto in precedenza, la maggiore comprensione dei dati complessi. Dagli ultimi studi sull’information Visualisation e sulla Psicologia della Percezione, è emerso chiaramente come l’accessibilità e la comprensione delle informazioni sia direttamente proporzionale alla loro ‘percezione’. L’applicazione di tecniche per la visualizzazione dei dati ha permesso, attraverso l’utilizzo della computer-grafica, di passare dalla semplice osservazione del mondo reale alla rappresentazione visiva di dati teorici ottenuti da calcoli numerici.

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Perché realizzare modelli 3d in archeologia?

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Ottenuto dunque un modello tridimensionale accurato c’è una domanda che non sempre ci si pone, e che dovrebbe invece essere alla base della modellizzazione 3D. Cosa farne?

La ricerca propone numerose tipologie di ricostruzioni tridimensionali e di contesti nei quali esse sono realizzate, ma spesso le idee sulle quali si basa il prodotto finale non sono molto chiare.

Il modello tridimensionale non deve essere un fine, ma un mezzo per la comprensione di dati complessi, per fare ricerca, per la divulgazione: esso può superare il confine del laboratorio ed essere utilizzato per creare numerosi tipi di prodotti per fini educativi, per programmi televisivi, per applicazioni immersive e/o  navigabili on-line, per i videogiochi etc..

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Caratteristiche dell’Archeologia Virtuale.

Quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere una ricostruzione tridimensionale in archeologia?

Una delle sostanziali differenze fra un lavoro digitale e un lavoro analogico è il supporto: non si tratta di informazioni legate al supporto fisico ma ad informazioni che possono essere copiate n volte su differenti supporti senza minimamente perdere qualità. Quello che però al momento sembra un enorme vantaggio può, col tempo diventare un problema.

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Perché e a quale scopo ricostruire?

archeo (23)Potrebbe sembrare semplice rispondere ad una domanda di questo tipo, o che la risposta possa essere scontata, ma in realtà troppo spesso non viene posta, quando invece dovrebbe essere alla base dei progetti di ricostruzione.

Chi esegue un progetto di ricostruzione tridimensionale deve avere ben chiare, sin dall’inizio, le proprie finalità, a prescindere dalla tecnologia usata e tenendo conto del presupposto indispensabile secondo il quale “l’informazione contestuale del ricostruito deve superare cognitivamente la somma delle sue parti, sfruttando al massimo le potenzialità della percezione dinamica” (Forte M. 2000). (altro…)

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Rischi e distorsioni dell’archeologia virtuale

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L’indiscussa efficacia delle nuove tecnologie sta suscitando enorme interesse testimoniato anche dalle recenti grosse produzioni hollywoodiane girate in tre dimensioni che hanno dato un fortissimo impulso a molti settori, come quello delle sale cinematografiche, dei televisori e di tutti quei dispositivi, anche per cellulari, in grado di visualizzarla, spingendo infine anche la ricerca tradizionale ad utilizzarle.

Una prima grossa distorsione consiste nel fatto che gran parte della ricerca scientifica finanziata si chiama technology driven, uno studio cioè indirizzato dalla tecnologia, che quindi ne diventa il fine e non il mezzo, mirando a finanziare unicamente il progredire della tecnologia[1] .

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Il contributo della realta virtuale in archeologia.

sv wip (19)Si è già detto di come la tecnologia di visualizzazione del calcolo, nata in ambiente scientifico e tecnologico, grazie alla sua eccezionale versatilità, abbia visto crescere il proprio campo d’applicazione, tanto che oggi è possibile fare esperienza di sistemi virtuali anche per generare, navigare ed esplorare ambienti ricostruiti d’interesse storico culturale (FELICORI M. 2003).

Quale può essere il contributo della Realtà Virtuale nel campo della ricerca archeologica? (altro…)

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Archeologia Virtuale – La realtà virtuale in archeologia.

pianta 3d (3)Il termine virtuale, sempre più consueto, è diventato un motivo di confronto e riflessione per molti studiosi. Se nel linguaggio comune il significato viene esteso fino ad comprendere qualsiasi surrogato della realtà in formato digitale, da un punto di vista tecnico con Realtà Virtuale[1] ci si riferisce ad “un particolare tipo di simulazione interattiva, nella quale lo spettatore, in interazione con un computer, può esplorare ed interagire con una rappresentazione tridimensionale di oggetti ed ambienti, provando la sensazione di essere nell’ambiente stesso che, pur non esistendo concretamente, può essere percorso ed osservato” (Liguori M. C. 2008, p. 2). (altro…)

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Archeologia Virtuale

sv rend interno (1).pngBREVE STORIA DELLE TECNOLOGIE INFORMATICHE IN ARCHEOLOGIA
Le tecnologie informatiche per la gestione dei dati e la loro visualizzazione hanno trovato la loro prima applicazione in ambito scientifico, ma nel corso dell’ultimo quindicennio hanno acquistato uno spazio sempre crescente anche in quello dei beni culturali. (altro…)

Perché Archeologia 3d?

Occupandomi di Archeologia Virtuale mi sono ritrovato varie volte a pormi una domanda: perché fare Archeologia in 3d?
La risposta comporta il necessario approfondimento di alcuni temi   fondamentali, stranamente trascurati dalla divulgazione archeologica: la comunicazione e la percezione visiva.
I modelli tridimensionali e la Realtà Virtuale, infatti, affascinano così tanto perché danno la possibilità di visionare immediatamente una gran mole di dati:  infatti   gli   studi  sulla   percezione   suggeriscono   che   un   modello   tridimensionale riesce a simulare il modo in cui l’uomo apprende. Così, osservare su un monitor una ricostruzione, anche solo un filmato prodotto in precedenza (in attesa che gli strumenti per la visione in tempo reale risultino alla portata di tutti), riesce in qualche modo ad attivare la percezione senso-motoria, fondamentale per sentire e capire un luogo fisico. (altro…)

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